Crociera per single: ne vale la pena?
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Viaggiare da single non è un ripiego. Chi parte da solo sceglie meta, ritmo e programma della giornata esattamente come vuole.
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Senza un compagno di viaggio, molti rimandano le vacanze a data da destinarsi, finché non capiscono che il momento giusto non arriva da solo. I viaggi per single non devono essere un ripiego.
La vacanza in solitaria ha vantaggi concreti che si scoprono solo provandola: niente discussioni sulla meta, niente compromessi sull'hotel, niente visite a monumenti che non ti interessano. Chi viaggia da solo decide al momento, senza dover chiedere niente a nessuno.
Viaggiare da soli non significa nemmeno stare soli tutto il tempo. Molti raccontano di fare conversazione più facilmente che in un gruppo già formato: al bar dell'hotel, durante un'escursione o a cena. Chi è da solo appare più avvicinabile, le conoscenze nascono in fretta e alcune durano più della vacanza stessa.
Il settore turistico si è adeguato: hotel senza supplemento singola e community online per chi viaggia da solo esistono ormai in quasi tutte le fasce di prezzo. E c'è un aspetto che molti sanno nominare solo dopo: viaggiare da soli aiuta a conoscersi meglio. Lontano dal proprio ambiente è più facile scoprire cosa ci piace, prendere decisioni e gestire gli imprevisti. Per molti il primo viaggio in solitaria è stato una svolta.
Non tutte le mete sono adatte allo stesso modo ai viaggi per single. Alcuni posti sono così socievoli che si trova subito compagnia; altri sono pensati per coppie e famiglie, e lì una vacanza in solitaria diventa decisamente più faticosa.
Bali è da anni una certezza per chi viaggia da solo. Sulla spiaggia di Kuta si ritrovano surfisti di ogni livello e chi comincia lì incontra subito altri che fanno la stessa cosa. La penisola di Bukit, con onde fino a sette metri, è più adatta agli esperti; altrove sull'isola ci sono angoli più tranquilli, dove il ritmo è molto più lento.
Goa è dagli anni Sessanta una tappa fissa tra le mete per viaggiatori solitari: il nord, con Vagator e Anjuna, è noto per le feste, mentre il sud offre spiagge più calme per chi ha bisogno di staccare. Chi non vuole volare lontano trova a Gran Canaria una buona soluzione: Maspalomas, il centro storico di Las Palmas e l'entroterra montuoso offrono esperienze molto diverse in uno spazio ridotto.
Le mete lontane come Nepal, Messico o Costa Rica richiedono più preparazione, ma informarsi bene prima di partire si fa sentire all'arrivo. Anche New York, Cuba e Australia sono molto amate da chi viaggia da solo, perché le infrastrutture locali sono ben organizzate e fare nuove conoscenze è particolarmente facile.
Viaggiare da soli comporta più responsabilità personale di una vacanza in due. Non perché sia più pericoloso, ma perché nessuno ti dà una mano quando qualcosa va storto.
Il primo punto è la salute. Se parti da solo per un paese extraeuropeo, rivolgiti per tempo al medico e controlla le vaccinazioni. Epatite A e tetano sono la base; a seconda della regione si aggiungono tifo o profilassi antimalarica. Alcune vaccinazioni richiedono tempo, quindi non si possono sistemare all'ultimo minuto.
Altrettanto importante è informarsi sulla situazione legale del paese di destinazione: comportamenti che a casa non hanno conseguenze possono causare seri problemi altrove. Il Ministero degli Esteri pubblica avvisi di viaggio e sicurezza aggiornati (il sito Viaggiare Sicuri), da leggere prima di partire. Le donne che organizzano un viaggio in solitaria dovrebbero informarsi anche sul contesto sociale del paese, dal modo di vestirsi alle zone da evitare la sera.
Se resti in Europa, la lista si accorcia: Spagna, Grecia, Croazia o Portogallo sono più semplici per chi viaggia da solo. Anche lì conviene stipulare un'assicurazione di viaggio, salvare i numeri di emergenza e far sapere a qualcuno dove ti trovi. Poche ore di preparazione possono salvare l'intera vacanza.
Chi viaggia da solo non cerca la solitudine. Molti raccontano di essere più aperti a nuovi incontri in viaggio che a casa: la routine quotidiana scompare e la voglia di parlare con gli sconosciuti cresce.
Gli incontri in viaggio funzionano in modo diverso: nessun amico in comune, nessun passato, nessuna pressione sociale. Due persone si incontrano in un posto che entrambe hanno scelto liberamente, e questo crea fin dall'inizio un'altra base per parlarsi.
Alcuni viaggiatori scelgono apposta luoghi frequentati da molti altri viaggiatori solitari: tour di gruppo, surf camp o vacanze studio offrono un denominatore comune fin dal primo giorno. Altri preferiscono lasciare tutto al caso e restare semplicemente aperti durante la giornata. Funzionano entrambi: ciò che conta è l'atteggiamento con cui si parte.
Viaggiare da single crea un contesto in cui i nuovi contatti nascono quasi da soli. Essere soli insieme unisce: ci si scambia consigli, si va insieme al mercato successivo o si cena in compagnia. Da questi momenti nascono amicizie che a casa difficilmente nascerebbero.